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ETNA
NORD: PRESENZE ALIENE NEL BOSCO ? |
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| La
Pineta Ragabo
è un bosco millenario che sorge a 1400
metri di quota
nel versante nord dell'Etna. I fatti misteriosi e le testimonianze da noi registrati in questo bosco iniziano con l'eruzione del 2002, che distrusse le stazioni turistiche in quota dei versanti nord e sud del vulcano. Nel corso degli anni, abbiamo raccolto i tasselli di un mosaico misterioso ed inquietante che ruota intorno a questi luoghi, basato su foto, testimonianze incrociate rese da persone che non si conoscono tra loro, e racconti che arrivano fino all'estate del 2006. Per meglio comprendere la situazione, abbiamo preparato una sorta di agenda, riportando ogni singolo episodio in ordine cronologico, con alcune nostre considerazioni. Nonostante a tutt'oggi non vi siano prove evidenti, come ad esempio tracce sul terreno, riteniamo che l'insieme degli episodi possa ricollegarsi ad un'unica causa, probabilmente di matrice extraterrestre... |
| IL "GRIGIO" DELLO CHALET ABBANDONATO |
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12
gennaio 2003 – ore 12:00 Stefano Famà sta realizzando un documentario sul dopo emergenza eruzione del 2002. Raggiunta quota 1500, entra con la telecamera nell’area di uno chalet in legno evacuato a seguito delle scosse di terremoto. La struttura è chiusa, ma attraverso i vetri nota la sala ristorante devastata, e rimasta così dalla notte tra il 26 e 27 ottobre 2002. Tutto è rimasto quasi come “sospeso nel tempo”. Non avendo illuminazione sufficiente per inquadrare il locale in video, usa la macchina fotografica digitale con il flash, appoggiandola al vetro di una finestra. |
| La
foto ottenuta non ha però un’illuminazione adeguata, poichè il
flash viene riflesso verso l'obiettivo dal vetro stesso, riportando sul
fotogramma gli alberi che si trovano nel bosco e un’immagine
molto buia della sala. In studio, lo stesso giorno, il fotogramma viene analizzato al computer. Viene notata una sfumatura chiara nella parte superiore dell'inquadratura, che sembra recare un volto umanoide in sovrimpressione. |
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| Un dato importante che emerge dopo una prima analisi, effettuata alla presenza di alcuni professionisti dell'immagine, è che viene confermata la presenza di un'entità estranea al contesto del fotogramma, e con buona probabilità presente all'interno dello chalet, anche se non visibile ad occhio nudo, ma solo attraverso i pixel di un apparato elettronico. |
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Decidiamo
di elaborare
quel volto usando un software di computergrafica. Utilizzando alcuni filtri di Photoshop (equalizzazione, esaltazione del contrasto, bianconero, filtro emboss), si ottiene un volto chiaro e netto, con effetto tridimensionale, e "liberato" finalmente dagli elementi di disturbo del fotogramma, compresa la velatura che impediva di notare i particolari. Riportiamo qui sotto le varie fasi della "ripulitura digitale", con applicato il filtro di esaltazione della tridimensionalità dell'immagine. Si notano con estrema chiarezza il cranio, gli occhi con le pupille e le palpebre, il naso, gli zigomi, la bocca ed il mento molto stretto. |
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| SILENZIOSI "PEDINAMENTI" LUNGO IL SENTIERO |
| Sabato
6 dicembre 2003 – tardo pomeriggio all'imbrunire Una famiglia che sta
passeggiando lungo il sentiero
che conduce alla contrada
Pitarrone, afferma
di essere stata pedinata
da "presenze invisibili", percepite solo con la coda
dell'occhio sotto forma di ombre
scure dall'aspetto
umano. |
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| "UOMO-OMBRA" AVVISTATO DA UN RITARDATO MENTALE | |
| Febbraio
2004 - domenica sera Ancora presenze
invisibili nei pressi
di una struttura turistica. La
famiglia è la stessa dell'episodio del 6 dicembre 2003. “S.F.” passa dietro
il bancone del bar
per spegnere le luci quando, dietro le sue spalle, avverte dei rumoretti
come se qualcuno lo stesse seguendo di nascosto per fargli uno scherzo. Si
volta di scatto ma non vede nessuno. Nel frattempo escono
dalla porta d’ingresso del piano superiore, dove si trovano le camere
degli ospiti, la signora
“M.” con il figlio
“F.”. |
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| "ESERCITAZIONE" MILITARE IN ZONA TURISTICA ? |
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Maggio
2004 - venerdì sera Location: il bosco dietro al rifugio in legno. Esercitazione
militare notturna
"non ufficiale" proprio in una zona turistica ? Sono circa le 21:30 di fine maggio, ed una famiglia decide di passare qualche notte in tenda nella pineta, come solitamente fa quando il tempo lo permette, montando nei pressi della pista forestale che conduce in contrada Pitarrone. In zona non c’è nessuno, solo qualche auto nel parcheggio accanto alla strada, probabilmente clienti del vicino ristorante. Il rifugio accanto alla tenda è chiuso e al buio.
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| Finito
il montaggio della tenda, i campeggiatori fanno quattro passi lungo il
sentiero, ma notano che nel
buio, dietro gli
alberi,
si muovono le
foglie e sembra che ci sia qualcuno che si nasconde. Puntando la torcia
elettrica, però, non vedono nessuno. Finita la passeggiata, si
concedono qualche momento di relax seduti davanti alla tenda.
Improvvisamente dietro le loro spalle, al dilà del muretto che costeggia la strada asfaltata, avvertono del trambusto, come passi affrettati di tante persone che si avvicinano alla tenda. Poi tanti uomini che saltano il muro e… una ventina di militari in mimetica, col volto coperto da una crema scura, visori notturni all'infrarosso in testa, elmetti, torce elettriche col filtro rosso davanti, piombano davanti a loro e si fermano. Un
tenente (fregio sul basco nero, mostrine sulla mimetica e 2 stellette
sulle spalline, mentre gli altri avevano in testa l’elmetto e non
evidenziavano alcun grado) fa il saluto militare, si presenta e dice
testualmente:
Foto sopra: a sinistra il muretto dal quale sono saltati i militari, a destra il sentiero lungo il quale si sono allontanati.
Alcune
considerazioni in merito all'episodio sono d'obbligo: 1)
Perché un'esercitazione militare proprio in una zona turistica, con
tanto spazio e ampi territori desertici oppure boscati dell’Etna? 2)
Da un'interrogazione non ufficiale avanzata tramite un colonnello
dell'Aeronautica in pensione, presso ambienti militari della base Nato
di Sigonella, non risulta alcuna esercitazione svolta in quel periodo. 3) Forse da Etna Nord è arrivata qualche segnalazione strumentale su quella specifica zona, e non sapevano come fare le loro ricerche senza dare nell’occhio perchè si trattava di una zona turistica ? 4) Questi militari hanno passato effettivamente tutta la notte a perlustrare palmo a palmo tutto (ma proprio tutto) il bosco... ma... non dovevano solamente imparare ad orientarsi in mezzo agli alberi ? 5)
Alcuni testimoni che lavorano a Etna Nord, hanno riferito che gli uomini
coinvolti nell'operazione sono giunti sul posto con macchine civili ed
in abiti civili, vestendosi con la mimetica ed indossando gli
equipaggiamenti all'infrarosso solo al momento di essere operativi. 6)
Il presunto “tenente” (a 2 stellette), inoltre, sarebbe stato
sentito impartire ai suoi uomini alcune istruzioni di comportamento da
tenere nel caso in cui la pattuglia si fosse imbattuta in turisti o
escursionisti lungo il percorso.
Primavera
2004 Un
testimone racconta che un pomeriggio, durante una passeggiata, entra a
visitare lo chalet
in legno abbandonato
(dove è stata fatta la foto al misterioso umanoide).
Ferragosto
2004 Una
cagnetta volpina,
abbandonata nella pineta da sconosciuti e "adottata" dai
villeggianti, spesso durante
la notte ha un comportamento anomalo,
mettendosi a scodinzolare ed emettere guaiti
festosi in zone del
bosco dove non c'è
nessuno.
Aprile
2005 Il
gestore dello chalet in legno che sorge accanto al bosco, ha fatto
montare dei faretti alogeni per illuminare tutt’intorno la struttura.
Sapendo che la sera è sempre stata sua abitudine scendere al bar o
nello scantinato al buio, o al massimo con una piccola torcetta
elettrica, gli vengono chieste spiegazioni.
Maggio
2006 - ore 14:00 circa Il
gestore del rifugio chiede ad un amico di andare a prendere nello
scantinato alcuni ortaggi per preparare la cena ai clienti. La porta di
accesso è in ferro, e nella parte inferiore vi è una griglia metallica
che fa passare la luce.
Luglio
2006 - ore 16:00 circa La
signora “M” lascia la
sua auto, una Polo,
parcheggiata
accanto al rifugio in legno. Per sicurezza, dato che la strada è in
leggera pendenza, tira
il freno a mano e lascia inserita la prima.
Estate
2006 - settimana di ferragosto Il
signor “F.A.” e la moglie “R.” trascorrono un periodo di vacanza
in pineta con la roulotte.
Una notte la donna viene svegliata da una
luce puntata sulla finestra
del letto. Foto sotto: a sinistra la piazzola di sosta delle roulottes ed il tratto di boscaglia dove sarebbe stato visto l'uomo anziano vestito di bianco; a destra le poste dei cavalli, dietro le quali erano montate le tende dei giovani di Mascali e Riposto. |
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| "SFERE DI LUCE" ALLA GROTTA DEL CORRUCCIO | |
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17
agosto 2006 – notte fonda “G”, un giovane di Piedimonte Etneo, nell'uscire dalla sua tenda, nota in allineamento con i pali Enel che portano la corrente in quota, 2 sfere di luce della grandezza stimata di palloni da football muoversi qualche decina di metri più in basso, in direzione della Grotta del Corruccio. “G.” si nasconde dietro ad uno dei pali pensando che questi "fari" lo avrebbero illuminato, ma con suo stupore nota che dietro a quelle luci non vi era nessuno, e che l’ambiente circostante non veniva minimamente influenzato dalla luminosità bianco candida di questi globi. Le sfere salgono all'improvviso in cielo a forte velocità scomparendo nel giro di pochi secondi. Foto a destra: il cartello che indica la Grotta del Corruccio. |
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Foto
a sinistra: il gruppo di pali Enel che fiancheggiano la stradina che
conduce alla Grotta del Corruccio, attorno ai quali sarebbero state
viste le misteriose sfere di luce.
Foto in basso a destra: la stessa visuale presa 100 metri più sopra, nella zona delle tende, con il palo dietro il quale il giovane "G." si sarebbe nascosto per non essere illuminato dalle sfere. |
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| "SFERE DI LUCE" AL VILLAGGIO MARENEVE |
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La testimonianza del giovane di Piedimonte Etneo è comparabile a quella di un capo-scout di un reparto della provincia di Palermo, che si trovava alloggiato con i suoi ragazzi al Villaggio Mareneve, a circa 200 metri in linea d'aria dalla tenda di “G.”. L'uomo, circa 50 anni, intorno alle 02:00 di notte, affacciandosi dai vetri della struttura, nota 2 sfere di luce che si muovono tra gli alberi nel recinto del villaggio stesso. Pensando al riflesso di torce elettriche dei suoi ragazzi, controlla che tutti gli scout stiano dormendo. Affacciandosi nuovamente dai vetri, fa in tempo a vedere che le sfere di luce si elevano a gran velocità in cielo scomparendo. L'uomo racconterà l'episodio alla moglie, anch'essa capo-scout, solo 3 mesi dopo per evitare di spaventarla. |
| Foto sotto: la palazzina centrale del Villaggio Mareneve, dove nell'estate del 2006 si sono svolte le attività scout. | |
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Cosa
succede nella Pineta Ragabo a Etna Nord? Le nostre investigazioni
continuano, anche se purtroppo ci si deve spesso scontrare col “muro
di gomma” dovuto alla reticenza dei testimoni, che hanno timore di
apparire pubblicamente ed essere presi in giro dalla gente. Stefano Famà e Salvatore Giusa |
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